
Qualcuno la considera una cosa da nonnette, sdentate o zitelle, perennemente infreddolite, decentrate in un inverno senza fine dove quello è l’unico passatempo possibile. E forse prima, più o meno un secolo fa, probabilmente era una cosa di esclusiva competenza delle categorie di cui sopra. Ma non ora, questo è sicuro. Infatti, superati i luoghi e le espressioni comuni, lo “stare a casa a fare la calza” è qualcosa che, da qualche anno a questa parte, è diventato un cult, qualcosa di molto chic e vintage e fashion. Da fare non più in solitudine, come una volta, ma rigorosamente in compagnia. E, senza perdere il conto delle maglie dritte, rovesce, ritorte, tubolari che siano - e chi più ne ha più ne metta – si passa il tempo, si crea, si chiacchiera, si sorseggia un tè, ci si confronta, si discute sulle tendenze, si eliminano le ansie e si fa tardi. Una cosa da donne, si direbbe. E invece anche i gladiatori appartengono al popolo sferruzzante tra i quali brillano nomi come quello di Julia Roberts, Madonna, Uma Thurman e Russell Crowe “Il gladiatore”, appunto. Sono migliaia in giro per il mondo gli appassionati di ferri e uncinetto che seminano per il pianeta perle di creatività. E la mania dello sferruzzamento è giunta al massimo con la diffusione dei Knitting cafè che, partiti da oltreoceano, sono approdati anche in Italia. E Viterbo non è da meno. Infatti da qualche mese la Libreria del Teatro, che da settembre è anche bar, ospita lezioni settimanali di knitting a principianti ed esperti a cura dall’associazione onlus Seta. La prossima è quella di domani, giovedì 11 marzo alle 17, che sarà seguita da quella di giovedì 25 marzo alla stessa ora. Circondati dal profumo inebriante dei libri, ispirati dalla stretta della poesia, si avrà la possibilità di scoprire i segreti delle maglie, dare voce alla fantasia e dare vita ognuno al suo piccolo capolavoro.
Carlotta Caroli
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